le mie idee sulla vita e il mondo


Mio malgrado, spugnoso...

25.09.2012 09:03

 

Abbiamo vissuto le stesse cose, ma tu mi hai riversato addosso tutto il lato oscuro della forza.

 

La minaccia più grave alla serenità sta nella permeabilità ambientale.

Io come tutti sono attorniato da cose che non funzionano a dovere, ma questo non mi crea direttamente una sofferenza psichica. Quello che mi aggredisce veramente è quel costante flusso di percezioni negative e depressive della realtà, che mio malgrado assorbo come una spugna.

Amare il prossimo vuol dire accoglierlo per come è. E le persone che ci circondano sono assillate dalla frustrazione per quello che non funziona, ovvero quello che tradisce le loro aspettative: perchè quello ci comporta così, quell'altro è un bastardo, costoro sono dei mediocri, etc.

E tutto questo flusso di delusione ci sommerge quotidianamente. Un pò di male entra in noi, purtroppo.

Me ne accorgo quando qualcuno mi fa parlare, e mi trovo anche io a criticare quello e quest'altro. Ho assorbito percezioni negative che non sono mie, che non sono coerenti con la mia prospettiva della vita.

Ognuno si confronta con i propri limiti. E io non sarò forse mai quello che vorrei essere. Mi piacerebbe riuscire a liberarmi da ogni attaccamento, a rinunciare ai vincoli creati dalle false promesse dei desideri materiali. E invece ci sono dentro fino al collo, nel brodo delle aspettative collettive.

Beh, riconoscere un problema è un buon punto di partenza per affrontarlo. Se la mia psiche risulta così vulnerabile alle percezioni negative, mi darò l'obiettivo di tenerla sotto controllo il più possibile. Di monitorare gli sbandamenti, di ascoltarmi per bloccare in tempo reale il giudizio negativo, l'espressione di scoraggiamento. Perchè a volte ci sentiamo dire delle cose che non sapevamo neanche di pensare. 

Quindi: 1° consapevolezza

2° autocontrollo

3° progettualità: perchè bisogna alla fine direzionare se stessi dove si decide di andare. Bisogna rivedere gli obiettivi e le priorità, e fare delle scelte concrete. Selezionare la realtà, per quanto possibile. Non perdere tempo a condividere i mondi oscuri delle persone, ma proporre una visione costruttiva. Aiutare gli altri per aiutare se stessi. E talvolta, dolorosamente, lasciare chi si aggrappa pertinacemente al proprio incubo. Si può proporre, ma non si può di pretendere di cambiare la gente. Ci vuole rispetto, anche del male. E la giusta indipendenza di giudizio, il coraggio di essere quello che si vuole essere.

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